TrueURL
4xx Errore del client Riservato, non utilizzato

418 I’m a Teapot

Un pesce d’aprile del 1998, dal protocollo per le caffettiere (RFC 2324). In HTTP è riservato come “Unused”, ma alcuni siti lo restituiscono di proposito.

Frase di stato
I'm a teapot
Redirect
No
Memorizzabile in cache di default
No

418 I’m a teapot deriva dalla RFC 2324, l’Hyper Text Coffee Pot Control Protocol (HTCPCP), una RFC pubblicata come pesce d’aprile nel 1998. Definiva il 418 come la risposta di una teiera a cui viene chiesto di preparare il caffè.

Lo scherzo è diventato così popolare che molti framework e librerie implementano il 418, e alcuni siti web lo restituiscono di proposito, come easter egg o come risposta ai bot indesiderati. Per questo la RFC 9110 elenca il 418 come riservato (Unused) nel registro dei codici di stato HTTP: non fa parte dell’HTTP standard e al momento non può essere assegnato ad altro.

I client che non conoscono il 418 lo trattano come un 400 Bad Request, come fanno con qualsiasi codice 4xx sconosciuto.

Esempio di risposta

HTTP
HTTP/1.1 418 I'm a teapot
Date: Fri, 06 Nov 2026 10:15:32 GMT
Content-Type: text/html; charset=utf-8
Content-Length: 100

<!doctype html>
<title>418 I'm a teapot</title>
<p>The requested entity body is short and stout.</p>

SEO e verifica dei redirect

I motori di ricerca trattano il 418 come qualsiasi altro errore 4xx, quindi l’URL non viene indicizzato. Restituire 418 ai bot indesiderati equivale di fatto a bloccarli; assicurati che la regola non colpisca Googlebot o altri crawler su cui fai affidamento.

Cause comuni e casi d’uso

  • Una pagina easter egg; Google ne pubblica da tempo una all’indirizzo google.com/teapot.
  • Una regola anti-bot risponde agli scraper con 418 invece che con 403.
  • Uno sviluppatore usa il 418 come segnaposto o come codice di prova.

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